
Il progetto Digital Boomers, promosso da 2050 ETS con il sostegno di Banca Prealpi San Biagio, ha dimostrato che l’inclusione digitale può diventare un potente strumento di emancipazione e partecipazione per le persone over 55, in particolare per le donne.
Nato nel Portogruarese e nella Venezia Orientale, il percorso ha unito alfabetizzazione digitale, riflessione sul genere e valorizzazione delle esperienze personali, con risultati concreti e incoraggianti. Il progetto è nato da un bisogno reale e urgente. I dati ISTAT mostrano che solo il 34,6% delle donne italiane over 65 utilizza regolarmente Internet, contro il 47% degli uomini. Questo divario digitale di genere si traduce in minori opportunità di accesso ai servizi, di comunicazione con familiari e amici, e di autonomia nella vita quotidiana. Come sottolinea Sandra Rainero, presidente di 2050 ETS: “Ci siamo accorte che il vero centro di tutto erano le persone. Le loro storie, le loro fatiche e i loro desideri di sentirsi ancora parte attiva della comunità.” Digital Boomers ha scelto di intervenire proprio qui, offrendo corsi e laboratori che hanno messo al centro la
quotidianità dei partecipanti.
I percorsi di alfabetizzazione digitale
Tra l’autunno 2024 e l’estate 2025 sono stati realizzati quattro corsi standard di
alfabetizzazione digitale in piccoli comuni della Venezia Orientale (Teglio Veneto,
Pramaggiore e Cinto Caomaggiore). Ogni percorso ha previsto 10 ore di formazione, suddivise in cinque incontri, con un approccio esperienziale basato sull’uso pratico dello smartphone. I corsi sono stati guidati da Lorena De Tommaso e Luca Stranieri di Tecnologia Amica, con cui 2050 ha scelto di cooperare in questo progetto.
Le lezioni hanno affrontato temi concreti: inviare messaggi e foto, consultare orari di autobus, gestire appuntamenti sanitari, accedere ai servizi della pubblica amministrazione, fare acquisti online in sicurezza. L’obiettivo era abbattere l’ansia
tecnologica e trasformare il digitale in uno strumento di autonomia e socialità.
I risultati parlano chiaro: 46 partecipanti, di cui l’80% donne, con un incremento medio del 25–35% nell’autovalutazione delle competenze digitali.
Dalle difficoltà a nuove opportunità
Il progetto prevedeva anche laboratori artistici per riflettere sulla parità di genere
attraverso collage e fotografia. Tuttavia, la risposta del territorio non è stata positiva: il
pubblico over 55 ha mostrato scarso interesse per attività percepite come troppo
sperimentali. Questa difficoltà si è trasformata in un’occasione di ripensamento.
Nell’estate 2025 è nata la Piccola Accademia delle Arti e delle Scienze “Mario
Pauletto”, con il sostegno della Fondazione Venezia. L’Accademia rappresenta
l’evoluzione naturale di Digital Boomers: un’iniziativa stabile che offre corsi digitali e culturali continuativi, rivolti a tutte le generazioni, ma con particolare attenzione agli adulti e agli anziani.
Nell’autunno 2025, i primi moduli Digital Boomers nell’ambito della Piccola Accademia hanno raccolto subito interesse grazie al lavoro di rete con il Centro “Sandro Pertini” e l’Università della Terza Età di Portogruaro. Sono stati attivati quattro nuovi corsi, con taglio pratico e vicino alla vita quotidiana. Questi corsi hanno coinvolto 48 partecipanti, con una prevalenza femminile (78%) e un’età media tra i 55 e i 74 anni. La richiesta crescente di formazione digitale dimostra che il bisogno è reale e che l’offerta su misura è la chiave per raggiungere più persone.
Un bilancio complessivo
In totale, tra il 2024 e il 2025, Digital Boomers e la nascente Accademia hanno
realizzato otto corsi, coinvolgendo 94 persone (73 donne e 21 uomini). Il tasso di
completamento è stato del 100%, con miglioramenti significativi nella percezione delle competenze digitali e un impatto positivo sulla fiducia personale e sulla socialità. La parte dedicata ai laboratori artistici non ha trovato terreno fertile, ma proprio da quella difficoltà è nata l’idea di un’Accademia stabile, capace di dare continuità e di ampliare l’offerta formativa.
“Oggi quel seme iniziale continua a crescere” spiega Sandra Rainero “con nuove attività, una piccola accademia, nuovi incontri e nuove collaborazioni. Perché questa è un’età che conta, e merita spazio.” Digital Boomers ha mostrato che l’inclusione digitale non è solo una questione tecnica, ma un processo sociale e culturale. Ha rafforzato la fiducia, l’autonomia e la motivazione all’apprendimento in età adulta, aprendo la strada a nuove forme di partecipazione.

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